Cos’è l’accettazione con beneficio d’inventario

L’accettazione con beneficio d’inventario si fa attraverso una dichiarazione, ricevuta dal notaio o dal cancelliere del tribunale del circondario in cui si è aperta la successione, che viene inserita nel registro delle successioni, e che può essere resa prima o dopo l’inventario. Entro un mese dall’inserzione la dichiarazione deve essere trascritta nei registri immobiliari del luogo di apertura della successione.

A seconda che il chiamato all’eredità sia o meno nel possesso dei beni ereditari, si distinguono due situazioni:

  • Il chiamato all’eredità, che sia nel possesso dei beni ereditari, deve fare l’inventario nel termine di tre mesi dal giorno dell’apertura della successione o dalla notizia della devoluta successione. Il termine può essere prorogato di altri tre mesi. Se questo termine trascorre senza che sia stato compiuto l’inventario, il chiamato si considera erede puro e semplice.
  • Il chiamato all’eredità, che non sia nel possesso dei beni ereditari, può fare la dichiarazione di accettare con beneficio d’inventario finchè non sia prescritto il diritto di accettare l’eredità (10 anni). Da quando ha fatto la dichiarazione, ha tempo tre mesi per fare l’inventario; in mancanza si considera erede puro e semplice. Se invece abbia proceduto a fare l’inventario prima della dichiarazione, ha tempo 40 giorni dal compimento dello stesso per renderla; in mancanza perde il diritto di accettare l’eredità.

L’effetto dell’accettazione con beneficio d’inventario consiste nel tenere distinto il patrimonio dell’erede da quello del defunto; in particolar modo, l’erede non è tenuto al pagamento dei debiti ereditari, e dei legati, che eccedano il valore dei beni a lui pervenuti.

Condividi su:Share on Facebook
Facebook
Share on LinkedIn
Linkedin