Cos’è la successione ereditaria

Si distinguono tre tipi di successione ereditaria: legittima, testamentaria e necessaria.

Legittima è la successione ereditaria disposta dalla legge quando manca un testamento ovvero quando il testamento c’è ma non dispone per tutti i beni. In questo caso l’erede si chiama legittimo.

Testamentaria quando il defunto ha lasciato un testamento. In questo caso l’erede si chiama testamentario.

Necessaria: volendosi tutelare alcuni membri della famiglia, la legge riserva a determinati soggetti una parte dei beni del defunto anche contro la volontà di quest’ultimo (coniuge, figli e ascendenti). In questo caso l’erede si chiama legittimario.

Come funziona l’accettazione di eredità

Quando si apre una successione, un soggetto (chiamato all’eredità) non diventa automaticamente erede ma deve esprimere la sua volontà di accettare l’eredità.

L’accettazione può essere espressa o tacita.

Si dice espressa quando, in un atto pubblico o in una scrittura privata il chiamato all’eredità ha dichiarato di accettarla oppure ha assunto il titolo di erede.

Si dice tacita quando il chiamato all’eredità compie un atto che presuppone necessariamente la sua volontà di accettare e che non avrebbe il diritto di fare se non nella qualità di erede (ad esempio vende un bene ereditario).

L’accettazione può essere anche pura e semplice o con beneficio di inventario.

Con l’accettazione pura e semplice si determina la confusione del patrimonio del defunto con quello dell’erede. Di conseguenza l’erede è tenuto al pagamento dei debiti ereditari anche con i propri beni personali.

Con l’accettazione beneficiata non si determina la confusione del patrimonio del defunto con quello dell’erede. Di conseguenza l’erede è tenuto al pagamento dei debiti ereditari solo con i beni che provengono dall’eredità, tutelando il proprio patrimonio personale.

Cos’è l’accettazione con beneficio di inventario

Nel caso di minori, minori emancipati, interdetti, inabilitati, persone giuridiche, associazioni, fondazioni ed enti non riconosciuti la legge prevede che l‘accettazione con beneficio d’inventario sia obbligatoria.

La dichiarazione di accettazione di eredità con beneficio d’inventario può essere ricevuta dal notaio oppure resa innanzi al cancelliere del tribunale nella cui circoscrizione si è aperta la successione e successivamente inserita nel registro delle successioni. Essa può essere resa sia prima sia dopo la redazione dell’inventario. Entro un mese dall’inserzione la dichiarazione deve essere poi trascritta nei registri immobiliari del luogo di apertura della successione, cioè nel luogo in cui il defunto aveva il suo ultimo domicilio.

Come funziona l’accettazione di eredità con beneficio di inventario

Quando si apre una successione, a seconda che il chiamato all’eredità sia o meno nel possesso dei beni ereditari, si distinguono due situazioni.

  • Il chiamato all’eredità che è nel possesso dei beni ereditari, deve fare l’inventario nel termine di tre mesi dal giorno dell’apertura della successione o dalla notizia della devoluta successione. Il termine può essere prorogato di altri tre mesi. Se questo termine trascorre senza che sia stato compiuto l’inventario, il chiamato si considera erede puro e semplice.
  • Il chiamato all’eredità, che non è nel possesso dei beni ereditari, può fare la dichiarazione di accettare con beneficio d’inventario finché non sia prescritto il diritto di accettare l’eredità (10 anni). Da quando ha fatto la dichiarazione, ha tempo tre mesi per fare l’inventario; in mancanza si considera erede puro e semplice. Se invece ha proceduto a fare l’inventario prima della dichiarazione, ha tempo 40 giorni dal compimento dello stesso per fare la dichiarazione; in mancanza perde il diritto di accettare l’eredità.

L’effetto quindi dell’accettazione con beneficio d’inventario consiste nel tenere distinto il patrimonio dell’erede da quello del defunto in modo tale che l’erede non sia tenuto al pagamento dei debiti ereditari, e dei legati, che eccedano il valore dei beni a lui pervenuti.

Documenti necessari per l’accettazione con beneficio d’inventario

  • certificato di morte;
  • certificato di residenza storico del defunto;
  • codice fiscale e carta d’identità dell’erede e del defunto;
  • autorizzazione del giudice tutelare nel caso di minori, inabilitati e interdetti.
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