Così funziona l’atto pubblico telematico

L’atto pubblico telematico si può fare (e si deve fare), come mostra il video pubblicato in questa pagina.
È un mezzo di prova formidabile, che trasforma l’atto pubblico da una presunzione di legge, in un mezzo probatorio contro il quale si infrange ogni tentaivo di disconoscerlo.

Per stipulare un atto pubblico telematico non occorre modificare la legge notarile, che (benché sia del 1913) ha perfettamente disegnato le modalità di controllo del notaio sulle parti e delle parti sul notaio, in modo così bilanciato e sofisticato, che funzionano perfettamente anche per l’atto telematico. La legge notarile, infatti si é preoccupata di consentire agli analfabeti ed ai portatori di handicap, di potere intervenire negli atti notarili, anche se impossibilitati a firmare.
L’informatica e la telematica, oggi, consentono di rafforzare il valore probatorio dell’atto pubblico e le tutele per tutti i soggetti che vi partecipano.

Purtroppo il ceto notarile italiano è così fortemente contrario, che non utilizza la telematica neppure in un frangente drammatico come l’attuale pandemia di Covid19. Piuttosto preferisce indurre le parti a rinviare i propri atti, provodando danno a se stessi ed agli altri.
Altri notariati nel mondo hanno fatto una scelta diversa: come la Svizzera, la Francia, il Canada, ecc. Sicuramente ne seguiranno altri.

Nel video qui pubblicato si vede come, il 4 maggio 2018, il sottoscritto ha stipulato il primo atto pubblico telematico in Italia, l’atto costitutivo dell’associazione I Copernicani.

Anche noi nel nostro Studio, come I Copernicani, siamo “innamorati del futuro” e siamo felici di avere contribuito alla loro nascita con l’atto costitutivo di associazione più innovativo di sempre, non solo perché digitale, ma perché cerca soluzioni innovative (come la clausola “spritz”) per garantire il continuo ricambio ai vertici della stessa.

Speriamo che tutto ciò sia di buon augurio per loro e per noi tutti: perché ciascuno di noi vivrà il resto della sua vita nel futuro.
E il notariato senza telematica, non ha futuro.

Riccardo Genghni, notaio in Milano

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