Il mutuo, nella terminologia giuridica, è “il contratto con il quale una parte consegna all’altra una determinata quantità di danaro o di altre cose fungibili e l’altra si obbliga a restituire altrettante cose della stessa specie e qualità“.

Nell’uso comune, quando parliamo di “mutuo” pensiamo subito al mutuo bancario contratto per l’acquisto della casa, ma l’accezione è molto più ampia e comprende qualunque forma di prestito di denaro o di altre cose c.d. “fungibili” che preveda l’obbligo di restituzione in capo al beneficiario.

Limitando l’ambito del discorso ai mutui bancari, i soggetti coinvolti sono:

  • il mutuatario, cioè colui che richiede il finanziamento;
  • il mutuante, cioè la banca o l’istituto di credito che concede il finanziamento.

Il mutuo bancario si caratterizza per il fatto che prevede, in capo al mutuatario, l’obbligo di restituire le somme finanziate maggiorate degli interessi.

Gli interessi sono determinati dalla somma di due componenti:

  • il tasso di interesse di riferimento;
  • lo spread.

I tassi di interesse di riferimento attualmente vigenti nel mercato interbancario sono:

  • l’EURIRS, utilizzato come parametro di indicizzazione dei mutui a tasso fisso;
  • l’EURIBOR, utilizzato come parametro di indicizzazione dei mutui a tasso variabile.

Il valore dell’Eurirs varia in funzione della durata del mutuo: esiste infatti l’Eurirs “a 2 anni”, “a 5 anni”, “a 10 anni”, “a 15 anni” e così via e si caratterizza per essere più alto quanto più è lunga la durata del mutuo.

Il valore dell’ Euribor varia invece in funzione della periodicità della rata, cioè se le rate del mutuo hanno scadenza mensile, si fa riferimento all’Euribor 1 mese; se trimestrale, all’Euribor 3 mesi; se semestrale all’Euribor 6 mesi.

Alla componente tasso di interesse di riferimento, si aggiunge il c.d. spread che rappresenta il margine di intermediazione dell’istituto di credito Mutuante. Lo spread è quindi ciò che la banca guadagna nel prestare il denaro al mutuatario e dipende, non solo dalla durata del mutuo, ma anche dalla finalità per cui il mutuo viene richiesto.

Le banche quindi applicano uno spread diverso a seconda che il mutuo sia destinato all’acquisto della prima casa, della seconda casa o ad altre esigenze di liquidità.

La restituzione del capitale e degli interessi così determinati (tasso di riferimento + spread) avviene mediante rate mensili/trimestrali o semestrali secondo un piano di rimborso chiamato “piano di ammortamento”.

Non sempre la scadenza delle rate è l’ultimo giorno del mese in quanto la banca potrebbe far cadere la scadenza rata anche lo stesso giorno di calendario in cui si stipula l‘atto di mutuo.  In questo secondo caso, si dice che il mutuo “va in ammortamento” il giorno stesso della sottoscrizione dell’atto e quindi la prima rata, composta da capitale e interesse, scade esattamente il mese successivo, nello stesso giorno di calendario in cui si stipula il contratto di mutuo (esempio: si stipula il 4 febbraio e la prima rata scade il 4 marzo).

Qualora invece la rata del mutuo abbia scadenza l’ultimo giorno del mese, il periodo intercorrente fra la stipula del contratto di mutuo e l’ultimo giorno del mese in cui il contratto è stato firmato (o di quello successivo, in quanto ciò dipende dalla banca), si chiama “preammortamento” e in questo periodo decorrono unicamente gli interessi.  Gli interessi di preammortamento si pagano o unitamente alla prima rata alla fine del mese successivo o con una rata di soli interessi con scadenza l’ultimo giorno del mese in cui si è stipulato il contratto.

Le rate sono composte da “quote di capitale” e da “quote di interessi”.  La maggior parte dei piani di ammortamento sono caratterizzati per il fatto che le quote di capitale sono “crescenti” a fronte di quote di interessi “decrescenti”. Si chiama “piano di ammortamento alla “francese”.

Per un maggiore approfondimento delle tipologie di mutuo si invita a vedere la pagina apposita.

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